Tricotteri
di: Redazione | in Entomologia | Tag: Entomologia, Insetti, Pupa, Pupazione, Tricotteri
Chiamati comunemente dai pescatori “Sedge” o “Caddis”, i tricotteri simili a farfalle, quando sono in volo, si riconoscono per le lunghe antenne, per il corpo notevolmente più grosso di quello delle effimere ma soprattutto, per le ali che sono quattro e quando l’insetto è fermo sono disposte a due a due ai lati del corpo in posizione obliqua, quasi a formare sul tozzo addome una piccola capanna. Il ciclo dei tricotteri passa attraverso quattro stadi: Uovo, Larva, Pupa, Imago. Non esiste lo stadio di subimago mentre è presente lo stadio di pupa che non appare nel ciclo vitale delle effimere. Una volta uscite dall’uovo, le larve (ve ne sono di fitofaghe, cioè che si nutrono di alghe, di onnivore e di carnivore) si costruisco degli astucci protettivi usando materiali vari che cementano con una secrezione. L’ astuccio può essere di tipo “fisso” cioè costruito su oggetti che si trovano nel letto del fiume come sassi e legni, e viene quindi usato dall’ insetto come ricovero tra una uscita e l’altra alla ricerca del cibo, oppure “mobile” in quanto costruito attorno all’insetto che lo trasporterà nei suoi movimenti tenendo fuori torace e zampe un po’ come fanno le lumache. In questo stadio, gli insetti che hanno questi astucci vengono comunemente chiamato portasassi o portalegna a seconda del materiale con cui hanno costruito l’astuccio. Solo due famiglie trascorrono la loro vita allo stadio di larva completamente libere: la Ryacophila e la Hydropsiche.

Quando si avvicina il momento della “pupazione” le larve sigillano le aperture dell’astuccio quasi del tutto, lasciando solo minuscoli aperture per la circolazione dell’acqua. Le specie che vivevano allo stadio libero, Ryacophila ed Hydropsiche, solo a questo punto costruiscono degli astucci che ancorano alle rocce del fondo e nei quali si rinchiudono. Le larve rimangono così chiuse una quindicina di giorni durante i quali avviene la trasformazione da larva a pupa. Una volta avvenuta la pupazione, l’insetto che esce dall’ astuccio, conserva ben pochi dei caratteri di quello che vi era entrato. E’ sempre un insetto acquatico, ma ha assunto, sia pure in abbozzo, tutte le caratteristiche dell’insetto adulto, le zampe, le antenne, la caratteristica forma del corpo, le ali. Una volta che la pupa ha rotto l’involucro ed è uscita, rimane senza protezione anche per diverse ore e nuota rapidamente servendosi delle zampe intermedie, che sono molto lunghe e che muove come due remi. La schiusa vera e propria avviene in modi diversi a secondo della specie. I due modi più comuni sono i seguenti: La pupa nuota fino a raggiungere un supporto solido su cui aggrapparsi ed in questo caso la schiusa avviene fuori dell’acqua. La pupa nuota fino alla superficie ed emerge con la testa, poi rompe l’involucro sul dorso da dove fuoriesce l’insetto adulto. In rari casi la trasformazione avviene sul fondo del fiume e l’insetto adulto sale direttamente alla superficie.
Le schiuse avvengono prevalentemente di notte. L’imago o insetto adulto, a seconda della specie, può vivere da poche ore ad un paio di mesi prima di essere pronto per l’accoppiamento. La ricerca dei due sessi, come per le effimere avviene in volo. Anche le tecniche di ovodeposizione differiscono da specie a specie. Alcune volano immergendo di tanto in tanto l’addome in acqua per lasciar cadere le uova, altre addirittura si immergono e raggiungono il fondo per ancorare le uova ad un ciuffo di erbe o ad un sasso del fondo e poi riemergono facilmente aiutate da una bolla d’aria che hanno intrappolato nel cavo delle ali al momento dell’immersione. Anche questo insetto rimane preda dei pesci in ognuno dei suoi stadi vitali.
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