Trota Macrostigma
di: Redazione | in Pesci | Tag: Pesci, Trota, Trota MacrostigmaGeonemia
È un subendemismo italiano. L’areale originario comprende le regioni peninsulari tirreniche, la Corsica, la Sardegna, la Sicilia e la parte occidentale del Nord-Africa. Questa distribuzione circum-mediterranea occidentale testimonia l’occupazione dell’ambiente marino da parte della Trota macrostigma nell’ultimo periodo interglaciale pleistocenico, quando il Mar Mediterraneo presentava valori di salinità e di temperatura inferiori a quelli odierni. La distribuzione attuale della macrostigma è fortemente ridotta rispetto al quadro presentato, in seguito a una somma di estinzioni locali verificatesi nel corso del Novecento; l’areale si presenta oggi “a macchie”, con poche popolazioni sopravvissute e perciò definibili relitte. In Italia il maggior numero di popolazioni è presente in Sardegna soprattutto nella parte centro-orientale; sono inoltre note popolazioni nei corsi d’acqua della Sicilia sud-orientale e, per quanto riguarda le regioni peninsulari, due sole popolazioni nel Lazio. Andrebbero compiute indagini faunistiche nelle regioni meridionali della penisola, poco studiate dal punto di vista ittiologico, finalizzate all’individuazione di eventuali altre popolazioni di questo Salmonide.
Habitat
La Trota macrostigma vive nei tratti alti dei corsi d’acqua di tipo mediterraneo, che hanno origine da sistemi montuosi di media altitudine o da risorgive carsiche poste alla base di essi; questi ambienti sono caratterizzati da acque limpide e moderatamente correnti, fondo ghiaioso, temperature normalmente comprese fra 10 e 17 °C, discreta presenza di vegetazione macrofitica. Nella zonazione dei corsi d’acqua italiani è una delle specie tipiche della Zona dei Salmonidi. Mostra una discreta valenza ecologica che gli permette di sopravvivere anche in condizioni non ottimali, come quelle riscontrabili nel periodo estivo nei piccoli corsi d’acqua mediterranei.
Biologia
È un pesce di taglia media (la lunghezza totale massima è normalmente di 45-50 cm e il peso di 1,2-1,5 kg; sono però note catture di esemplari di taglia maggiore, fino a 2-3 kg), la cui biologia è poco conosciuta. Si nutre soprattutto di larve e adulti di insetti, sia acquatici che terrestri; in minor misura di crostacei e molluschi. Scarsi sono i dati sull’accrescimento, la struttura e la dinamica di popolazione. In Sicilia raggiunge in media la lunghezza di 9 cm a un anno, di 15 cm a due anni, di 25 cm a tre anni. Sembra esistere una variabilità fra le popolazioni nella taglia a cui è raggiunta la maturità sessuale: in una delle due popolazioni dell’Italia centrale, quella del fiume Fibreno, i maschi sono sessualmente maturi quando misurano 17-19 cm di lunghezza (peso medio 80 g circa), le femmine a 28-30 cm (peso medio 300 g circa); in Sicilia le femmine risultano invece mature quando misurano poco più di 20 cm di lunghezza, ed hanno tre anni di età. Non c’è dimorfismo sessuale. La deposizione dei gameti è stata osservata in dicembre e gennaio in Sicilia, in febbraio e marzo nel Lazio; le aree di frega sono situate in acque basse e correnti, con fondo ghiaioso e libero da vegetazione subacquea. Nessuna osservazione è stata compiuta sul comportamento riproduttivo, sugli indici di fecondità e sullo sviluppo embrionale. La Trota macrostigma è il probabile progenitore di altra taxa del genere Salmo presenti nell’area mediterranea (tra questi il Carpione del Fibreno). Purtroppo nessuna indagine comparativa è stata finora svolta su materiale proveniente dalle varie parti dell’areale, per cui i caratteri del taxon risultano mal definiti. Tenendo conto delle conoscenze attuali, il suo riconoscimento può avvenire sulla base dei seguenti caratteri della livrea presenti nel loro insieme nello stesso individuo grandi macchie ellissoidali grigiastre lungo la regione mediana di ciascun fianco, quelle anteriori talvolta sdoppiate o frammentate; macchie rotondeggianti nere sui fianchi, parte delle quali provviste di alone chiaro; grossa macchia nera nella regione opercolare, sul preopercolare subito dietro l’occhio o più posteriormente sull’opercolare; colorazione della pinna adiposa e delle piccole macchie grigiastra o bruna, mai rossa.
Rapporti con l’uomo e conservazione
Nel suo areale italico questo Salmonide corre un alto rischio di estinzione per numerose cause antropiche: eccessive captazioni idriche e inquinamento delle acque (fenomeni particolarmente negativi nei piccoli corsi d’acqua tipici dell’area mediterranea); artificializzazione degli alvei fluviali, come cementificazioni e rettificazioni, e prelievi di ghiaia che distruggono le aree di frega; eccessiva attività di pesca sportiva e fenomeni di bracconaggio (che possono risultare deleteri negli ambienti lotici di piccole dimensioni); competizione alimentare, “inquinamento genetico” e diffusione di patologie da parte delle Trote fario introdotte, spesso in modo massiccio, a vantaggio della pesca sportiva. Il fenomeno dell’inquinamento genetico è spesso evidenziabile dal solo esame della livrea. Queste cause hanno prodotto numerose estinzioni locali, sia per il progressivo depauperamento delle popolazioni, sia attraverso la perdita delle caratteristiche genetiche e fenotipiche del taxon in seguito all’ibridazione. Si è verificata così la consistente contrazione dell’areale già evidenziata, e una precaria condizione di sopravvivenza per le poche popolazioni relitte. Tra queste c’è quella del fiume Ninfa, in provincia di Latina, la cui autoctonia è provata da una precisa segnalazione faunistica dei primi anni del Novecento (Vinciguerra, 1902); purtroppo nostre recentissime osservazioni (ottobre 2003) hanno documentato il grave declino di questa popolazione, che è oggi sull’orlo dell’estinzione in primo luogo a causa dell’ibridazione con trote alloctone. Salmo (trutta) macrostigma è riportata nella Direttiva 92/43/CEE tra le “specie animali e vegetali d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione” (all. II). La Regione Sardegna ha istituito il divieto di pesca alla Trota macrostigma su tutto il territorio (non sappiamo però se è previsto un termine a questa disposizione). Gli interventi di conservazione per questo taxon devono essere impostati e portati avanti in più direzioni: tutela dei tratti dei corsi d’acqua caratterizzati da habitat idonei, con particolare attenzione per le zone dove non sono compromessi gli elementi morfologici e fisici necessari alla riproduzione; riduzione della pressione di pesca, mediante opportune limitazioni e divieti (nel caso di popolazioni che presentano una buona consistenza numerica, un compromesso accettabile potrebbe essere quello di consentire la pesca sportiva “no-kill”); divieto di ripopolare con Salmonidi alloctoni i corsi d’acqua dove è ancora presente la Trota macrostigma, effettuando i ripopolamenti solo con materiale selezionato e proveniente da piscicolture specializzate; reintroduzione nei corsi d’acqua dove si è verificata l’estinzione locale nel corso del Novecento. È poi auspicabile l’istituzione di aree protette fluviali laddove sono presenti popolazioni pure di Trota macrostigma; sono infine necessarie ricerche tassonomiche su materiale proveniente dalle varie parti dell’areale, con il fine di individuare i caratteri di cui tener conto nei programmi operativi di conservazione, nonché ricerche sulla biologia e l’ecologia.
Nessun Commento »
Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.
Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..
