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Tutto sulla pesca a mosca




L’importanza del guadino

Dicembre 15th, 2009 by Redazione


guadino.miniatura Limportanza del guadinoIl guadino nella pesca a mosca può sembrare un accessorio secondario ma non è cosi. Un buon guadino deve permettere al pescatore di muoversi agevolmente perchè, come sappiamo, la pesca a mosca e’ una tipologia di pesca non statica ma estremamente dinamica. Giorni fa ero a pescare in torrente senza guadino pensando che potesse non servirmi ma mi sbagliavo… infatti dopo alcuni lanci e alcune catture di cavedani ho notato delle bollate tipiche della trota in caccia sotto una roccia nella riva sinistra… ho fatto un lancio curvo e la mia lenza si è posizionata proprio un metro a monte delle bollate… guardando la lenza raggiungere la superficie increspata del torrente mi sentivo un poi’ ansioso come credo tutti i pescatori a mosca nel vedere la lenza correre nella direzione voluta… appena la mia mosca ha raggionto il tratto in cui c’erano le bollate la trota e’ salita sulla mia mosca… ho ferrato correttamente e ho iniziato a recuperare la lenza soddisfatto come non mai… ma proprio quando la trota ormai sfinita era vicino ai miei stivali e mentre mi chinavo per prenderla è riuscita a dare una botta di reni e a slamarsi… da quel giorno non dimentico mai il guadino. Il tipo che preferisco e’ il guadino di legno che si può legare al gilet…. questo infatti resta sulla schiena ma e’ facilemente afferrabile in caso di necessitò ma nello stesso tempo non intralcia la pesca e gli spostamenti.

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La pesca alla trota in lago

Dicembre 15th, 2009 by Redazione

pesci trotafario 300x204 La pesca alla trota in lagoLe trote che vengono immesse nei laghi di pesca sportiva, provengono da allevamenti dove sono abituate a nutrirsi con mangimi. Diversamente da quelle che popolano i nostri fiumi, non sono sospettose anzi a volte vengono attirate dalla presenza dell’uomo e dal rumore delle auto, specie diesel, che ricorda loro il rumore del trattore che lancia il mangime nell’allevamento. All’interno del lago si distribuiscono diversamente a seconda delle stagioni, (temperature), del vento e del periodo relativo alla deposizione delle uova. Durante la primavera e l‘autunno sono solite aggirarsi in branchi nei pressi della superficie lontano dalla riva; durante l‘inverno sono distribuite nel raggio di una quindicina di metri dalla sponda e in profondità. Il comportamento alimentare delle trote varia al variare della temperatura dell’acqua: dai 18 ai 12 gradi sono voraci, dagli 11 agli 8 gradi sono meno aggressive, dai 7 ai 4 gradi sono lente, sotto ai quattro gradi non si alimentano quasi per nulla. Quando le trote si muovono in superficie, si spostano nel lato del lago, dove il vento, increspando l’acqua, produce una maggiore ossigenazione. Durante il periodo della deposizione delle uova, le femmine costruiscono una specie di nido nei pressi della riva più ossigenata del lago, pulendo con la coda un tratto circolare di fondo; ogni femmina è seguita da diversi maschi che cercano di fecondare le uova. In questo periodo le trote sono meno aggressive.trans La pesca alla trota in lago Read the rest of this entry »

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Il Finale

Dicembre 15th, 2009 by Redazione

Unito alla parte terminale della coda, il finale è un tratto di nylon di diametro decrescente, ideale prosecuzione del profilo della coda di topo, alla cui estremità più sottile viene legato l’artificiale. Può essere realizzato in più sezioni di filo variamente dimensionate (finale a nodi) o in unico trafilato (finale conico): la scelta potrebbe essere fonte di una lunga trattazione, dato che il tipo di finale può influire sostanzialmente sulla riuscita di un buon lancio e, più in generale, su tutta la battuta di pesca. La sua lunghezza, che può variare da un minimo di 2 a oltre 5 m, è direttamente influenzata dall’ampiezza degli ambienti, dalla diffidenza del pesce e dall’abilità del pescatore. Il finale a nodi trova impiego per la migliore capacità di distensione (soprattutto sulle corte distanze) e di forare il vento. Viene utilizzato prevalentemente in torrente dove il contrasto delle correnti e la velocità dell’acqua rende il pesce meno selettivo e maggiormente aggressivo. Quello conico, al contrario, serve laddove sia necessario un finale più morbido e silenzioso, meno violento nella posa in acqua, quando questa è piatta e il pesce assai diffidente e restio ad alimentarsi in superficie. Ogni finale, soprattutto nel tratto terminale, deve essere dimensionato in relazione alla mole della mosca da lanciare. Nel caso delle mosche da caccia, le più voluminose e montate su ami del n. 8 o del n. 10, si può giungere a uno 0,18-0,20; impiegando piccole imitazioni in “cul de canard” (amo dal n. 20 sino al n. 26) si può invece scendere anche sotto lo 0,10.

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Il Mulinello

Dicembre 15th, 2009 by Redazione

mulinello da mosca Il MulinelloOggetto di infiniti dibattiti nelle altre tecniche di pesca, nelle quali rappresenta lo strumento forse più importante, il mulinello nella mosca non pone particolari problemi. Sono necessarie poche caratteristiche, molto semplici. Non dovendo assolvere al recupero del pesce, operazione che si compie semplicemente con la mano sinistra, né tanto meno dovendo intervenire in fase di volteggio della coda, il mulinello dovrà essere preferito per la leggerezza, la robustezza e per il grado di finiture, con particolare riferimento ai dettagli in grado di conservare nel modo migliore la coda. A tale scopo, prima dell’acquisto il mulinello dovrà essere esaminato attentamente affinché non presenti angoli vivi, sbavature del metallo o tolleranze troppo elevate nell’accostamento delle varie parti che lo compongono e che formano interspazi in cui potrebbe incastrarsi la coda di topo.

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La Coda Di Topo

Dicembre 15th, 2009 by Redazione

coda di topo La Coda Di TopoIn stretto concorso alla scelta della canna, anche l’acquisto della coda deve essere valutato attentamente. Prescindendo dalla marca, la coda dovrà essere comunque di buona qualità; in commercio esiste una serie infinita di tipi e modelli, capace di disorientare chiunque. La prima operazione da compiere sarà controllare quale coda viene consigliata per la canna che si vuole usare. Per far ciò basterà leggere le indicazioni riportate sulla tamponatura dell’attrezzo, generalmente a fianco della marca. Qui si troveranno le indicazioni della lunghezza della canna e della coda per la quale l’attrezzo è stato tarato. Facciamo l’esempio dell’indicazione seguente: 8′6″ 5-6. La sigla indica una canna di 8 piedi e mezzo, adatta all’uso di una coda del numero 5 o 6 (in genere tale valore si riferisce all’uso di code decentrate, un particolare disegno costruttivo di largo impiego nei paesi anglosassoni). A volte l’indicazione del numero della coda potrà essere preceduto dalla sigla AFTMA. Come,accennato, le code vengono prodotte secondo vari profili, doppio fuso, decentrate, shooting taper, bug taper, e con diverse caratteristiche: galleggianti, affondanti, affondanti di punta. In linea di massima, la scelta della coda dovrà essere orientata tra un minimo di 4 e un massimo di 6. Molto probabilmente i negozianti tendono a consigliare la coda di più largo consumo: una DT 5 F (doppio fuso, numero 5, floating, cioè galleggiante). Tale acquisto è quello più corretto, anche se si posseggono canne di produzione anglosassone o americana che consigliano l’impiego di code 6 o 7. La differente, e più evoluta, tecnica di lancio impiegata nel nostro paese renderà quelle canne idonee all’uso di code di numero inferiore anche di 2-3 unità e ciò per le maggiori sollecitazioni inerziali cui verranno sottoposte con lanci più lunghi e veloci. Le canne di produzione italiana, invece, prendono già in considerazione tale aspetto tecnico e si riveleranno adeguate all’impiego della coda indicata sulla tamponatura.

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